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Parquet: come scegliere quello giusto

Il parquet non è solo un pavimento, ma un vero e proprio elemento di arredo che non solo regala un indiscutibile valore aggiunto alla casa, ma sarà con noi per molti anni dopo la sua installazione. E visto che nessuno di noi vorrebbe ritrovarsi con un costoso arredamento da buttar via dopo poco tempo perché inadatto all’ambiente o alla stanza nel quale è stato inserito, ecco tutto quello che c’è da sapere per scegliere quello giusto!

Volendo inserire il parquet nella nostra casa, incorreremo necessariamente in una serie di scelte, ognuna come conseguenza dell’altra, quindi stiamo molto attenti, decidendo di cambiare la scelta a monte, saremo costretti a rivedere anche tutte le altre!

Tipi di parquet

Una volta deciso di voler aggiungere il parquet alla nostra casa, dobbiamo sceglierne il tipo… si, perché non c’è n’è uno solo, ma tanti diversi per ogni esigenza… anche per il bagno!

Per chi ama le cose classiche, abbiamo il parquet tradizionale o in legno massello, composto dal classico incastro maschio-femmina sui lati. Viene venduto e posato allo stato grezzo, per poi essere lavorato solo dopo l’installazione. Verniciatura, ceratura, oliatura, levigatura e lucidatura sono eseguiti quindi direttamente in casa e questo rende difficile la manutenzione, allungando le tempistiche di un’eventuale ristrutturazione a circa un mese.

Il multistrato è un parquet in legno massello composto da due strati con incastri sui fianchi. Lo strato superiore, chiamato “a vista”, è composto da legno nobile, mentre quello inferiore, definito supporto, è composto da un legno povero come betulla o abete. Viene montato già finito, quindi è anche chiamato “prefinito“.

Se invece siamo tipi all’antica, abbiamo a disposizione il parquet antico. Composto da travi e assi provenienti da vecchie strutture nobiliari come castelli e regge, è il parquet più costoso. Ovviamente ogni singola asse è stata rifinita, ritrattata e restaurata per essere nuovamente un pavimento perfetto, quindi non dobbiamo temere tarli o scricchiolii come facevano principi e servitori nel lontano medioevo. Sarà come camminare letteralmente sulla storia, ma se non possiamo permettercelo, c’è sempre il parquet anticato, composto da legno moderno ma reso antico nell’aspetto con un processo di lavorazione molto particolare.

Se stiamo arredando un ufficio, un locale pubblico o comunque un ambiente soggetto a calpestio, allora sceglieremo sicuramente il parquet laminato, composto da legni resinosi adatti a sopportare una grossa affluenza di… piedi. Viene rivestito con una carta stampata che riproduce l’aspetto di vari legni, per poi essere a sua volta ricoperto da uno strato di overlay (pellicola trasparente a base di ossido di alluminio) che lo rende resistente alle abrasioni e all’usura.

Chiudiamo questa lunga parte con il parquet più economico di tutti: quello industriale. Sebbene il costo sia contenuto perché composto dagli scarti di legno di altre lavorazioni, si presenta come una pavimentazione elegante e delicata, dove ogni “quadrotto” del parquet è composto da listelli di diverse grandezze e tipi di legno, che formano una piacevole sfumatura di colori, intonandosi alla perfezione con gli altri quadrotti.

Colore

Ne abbiamo scelto il tipo, ora è il momento di scegliere il colore. Come ogni buon arredatore sa, i colori più chiari sono da preferire all’interno di ambienti scuri o con poca luce. Teniamo però sempre a mente che tutti i parquet a lungo andare diventano più scuri se vengono esposti alla luce del sole, fatta eccezione per il teak che invece diventa più chiaro.

Nella scelta del colore possiamo concentrarci su quattro grandi categorie: legni chiari, scuri, bruni e rossi. Sebbene i legni rossi siano perfetti per il riscaldamento a pannelli, ricordiamoci sempre che quelli chiari invece soffrono tantissimo gli sbalzi di temperatura e tendono a usurarsi più facilmente. Inoltre non dimentichiamo che per pavimentare stanze tendenzialmente umide (come il bagno o la cucina) è preferibile un legno bruno.

I disegni

Bene, abbiamo quasi fatto e siamo a un passo dall’installazione del nostro nuovo parquet. Dobbiamo solamente scegliere che tipo di “disegno” vogliamo che venga riprodotto in fase di posa.

La prima tipologia di disegno si definisce “cassero” e lo possiamo avere in forma regolare (listelli della stessa dimensione disposti in modo che le giunzioni di testa siano appaiate) o in forma irregolare (listelli di dimensioni diverse disposti in modo che le giunzioni di testa non siano appaiate).

Abbiamo poi l’elegante trama a mosaico o a quadri e quella a spina di pesce, in cui i listelli vengono disposti diagonalmente. Molto simile al disegno spina di pesce è anche il modello a spina ungherese, in cui una fascia di listelli è sistemata diagonalmente in un senso, mentre quella accanto nel senso opposto.

Siamo arrivati alla fine. Una volta scelto il colore siamo prontissimi per andare a visitare un rivenditore e compiere con lui un sopralluogo per far prendere misure e ogni altra accortezza. Se siamo indecisi su qualcosa chiediamogli consiglio, saprà sicuramente aiutarci nella scelta migliore!

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