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Mutuo: le cose da sapere prima di accenderne uno

Decidere se acquistare un immobile è sempre una scelta ardua, perché i costi, lo sappiamo già, saranno più che rilevanti. In pochi possono permettersi il pagamento di una casa sull’unghia, con la firma di un assegno e basta; la stragrande maggioranza degli italiani ricorre quindi al mutuo, ovvero un prestito eseguito dalla banca nei nostri confronti per acquistare l’immobile e che ci vedrà restituire quel denaro in un lasso di tempo piuttosto ampio ma rincarato dai vari indice di interesse. Accendere un mutuo, tuttavia, non è cosa semplice. Per puntare a risparmiare quanto più possibile è necessario scegliere la banca che offre il servizio migliore, spesso contraddistinta da tassi di interesse agevolati o ridotti per chi accende un mutuo approfittando di una particolare offerta.

Richiedere un mutuo

Scelta la banca è ora di avviare il processo burocratico che ci farà ottenere il mutuo. Si parte con un questionario nel quale dovremmo inserire i nostri dati anagrafici, il nucleo familiare, i dati sull’attuale abitazione, i dati professionali, il reddito (sia mensile che annuale) e la dichiarazione di non avere debiti; qualora dovessimo averli, sarà necessario specificare l’entità e i creditori. Una volta che la banca avrà visionato il nostro questionario e avrà approvato la nostra domanda, ci verranno richiesti una lunga serie di documenti:

  • Certificato di nascita e stato civile;
  • Estratto di matrimonio con tutti i dettagli patrimoniali stipulati tra i coniugi, con copia della sentenza del tribunale per i divorziati;
  • Copia della “promessa di vendita”;
  • Planimetria dell’immobile con le eventuali pertinenze (cantina, solaio, garage) e l’indicazione delle proprietà confinanti;
  • Copia del certificato di abitabilità;
  • Copia dell’ultimo atto d’acquisto dell’immobile;

Per i dipendenti sarà necessario integrare con una copia del CUD, originale dell’ultimo cedolino dello stipendio e la dichiarazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio; per i liberi professionisti invece servirà una copia del modello Unico, l’estratto della camera di commercio e l’iscrizione all’albo relativo della propria categoria.

casa mutuoMutuo a tasso fisso o variabile

Bene, abbiamo presentato tutti i documenti, ora non resta che calcolare la rata del mutuo e compiere l’ardua scelta: tasso fisso o variabile? La differenza sostanziale tra queste tipologie di mutuo è semplice: il tasso fisso implica una rata che non cambierà mai per tutta la durata del mutuo, indipendentemente dalla sua lunghezza, mentre il tasso variabile prevede una rata che potrebbe cambiare di mese in mese, in base alle modifiche del tasso di riferimento del periodo con la percentuale di spread fissata dalla banca creditrice. Quindi la rata del tasso variabile potrebbe risultarvi anche più conveniente in alcuni momenti, ma sconveniente in altri. Per stare tranquilli, è consigliabile scegliere il mutuo a tasso fisso, tenendo presente anche del preammortamento che dovrà essere pagato prima di iniziare a rimborsare l’importo vero e proprio. Il preammortamento del mutuo è quel periodo che intercorre tra la stipula e l’inizio del rimborso, quindi giorni, mesi e (in casi particolarissimi) anche anni, durante i quali viene calcolata a carico del cliente la sola quota interessi, senza che ancora abbia iniziato a restituire il capitale. Se abbiamo a che fare con un preammortamento tecnico (ovvero i giorni che trascorrono tra la firma del contratto e l’inizio del rimborso), la quota da pagare sarà molto bassa e verrà aggiunta solo alla prima mensilità; mentre se ci troviamo davanti a un preammortamento finanziario, ossia è una scelta dovuta all’esigenza del cliente di posticipare il rimborso della rata completa, la durata si può estendere anche fino a 10 anni e avere un peso notevole nel calcolo totale degli interessi del mutuo.

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